23 feb 2011

la mia critica a Epicuro




Da sempre la filosofia si è occupata di guidare l'uomo verso l' euthymia ( tranquillità dell'animo), il pensatore che più di tutti si occupa dell'atarassia (assenza di turbamento) è sicuramente Epicuro( 341-.270 a.C. Samo)
Questo filosofo è puro edonismo, egli pensa che la felicità sia terrena e che sia raggiungibile attraverso il piacere, liberandosi dalle "paranoie" derivanti dalle paure umane.
la filosofia di Epicuro vuole quindi essere terapeutica, egli vuole guarire la psiche umana con quello che chiama TETRAFARMACO (quadruplice farmaco).
Gli assunti sono :

1)liberarsi dal timore degli dei, che non si preoccupano dell'uomo

2)liberarsi dalla paura della morte, quando ci siamo noi la morte non c'è e viceversa.

3)mostrare i piaceri da perseguire: aponia (assenza di dolore fisico) atarassia ( assenza di turbamento), accontentarsi di quello che si ha.

4)dimostrare che il dolore è breve e provvisorio.Il dolore lungo non fa paura,quello breve e intenso porta subito alla morte quindi non bisogna preoccuparsi di soffrire troppo.

Io sono d'accordo con Epicuro in molte delle sue affermazioni,credo infatti che il ricercare troppo nella vita ci pone in un stato di perenne affanno e quindi bravo Epicuro, vorrei però farvi riflettere su quanto affermano i primi due punti del tetrafarmaco e che riguardano Dio , e la morte.
Se per il filosofo considerare la morte come fine di tutti i dolori e l'assenza di interesse di Dio nei nostri confronti un antidoto contro le paure dell'uomo, per me invece questo è fonte di una "depressione trascendentale"..
Le sue affermazioni infatti ci porterebbero a credere che la vita sia totalmente inutile, che siamo destinati a perdere qualunque speranza di una vita post mortem e soprattutto a perdere per sempre i nostri cari.

Salute Epicuro

p.s commentate pure non abbiate timore di esprimervi su temi su cui si dovrebbe riflettere ogni giorno

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