21 mar 2011

Nessuno mi può giudicare:La Cortellesi e le altre


Domenica sono andata al cinema e scansando i piranha in 3 D ed altre amenità simili che poco mi si confanno, ho optato per il nuovo film di Paola Cortellesi con un Raul Bova che fa sempre bene al cuore e alla vista.
Devo dire che mi sono accomodata in sala con l’idea di trascorrere semplicemente un paio d’ore spensierate, ma alla fine mi sono alzata con qualche pensiero in più nella testa.
Il cast è di tutto rispetto: oltre ai citati Bova e Cortellesi ci sono anche Lucia Ocone, un fantastico Rocco Papaleo che dove lo metti sta bene, una breve ma intensa apparizione di Dario Cassini e altri ancora, e la sceneggiatura regge bene. Certo, ci sono alcuni dettagli perlomeno inutili all’economia del film, ma quale pellicola ne è esente?
Ciò che mi ha toccato, però, è il nocciolo della storia (anche se di questi tempi sarebbe meglio non parlare di nocciolo). Paola è una giovane vedova nei guai sino al collo e, manco a dirlo, non trova lavoro neanche a pagarlo. Qual è, allora, l’unica strada da intraprendere essendo passabilmente carina e dotata di buona volontà?
Ovviamente quella che oggi molte ragazze imboccano, siano esse bisognose di danaro, semplicemente ambiziose o pronte ad investire se stesse per costruirsi un futuro migliore.
La Cortellesi, o meglio, Alice, diventa una escort, con il sostegno morale e formativo di Eva, all’anagrafe Fabiana, che il mestiere lo fa già da un po’.
Non mi interessa svelare il finale, ma offrire una riflessione. Sarà vero che questa è l’unica chance per le donne? Io penso di no, ma sta a noi dimostrarlo.
Letizia Vicidomini





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