15 giu 2011

E le chiamano sberle

E le chiamano sberle, al mio paese si chiamano calci in culo.
Ora quelli della Lega si mettono a rilasciare dichiarazioni diplomatiche, piene di aplomb.
Fino a ieri sono andati avanti a ritmo di: “terroni, africani fuori dalle balle” e via dicendo.
La loro attività preferita era disinfettare i posti nei treni dove aveva viaggiato gente di colore, o intonare cori razzisti ad ogni occasione, reclamando la secessione senza disdegnare un lauto stipendio da parlamentare , mascherandolo da Federalismo, strappare bandiere Italiane o rinnegare l’Inno di Mameli.
Oggi la caduta del governo è affidata ad un partito che ha una preferenza non lontana da quella di IDV o SEL, per colpa di una legge la cui definizione non richiede commento.
Un partito che ha fondato il suo consenso su di una idea di pregiudizio, illudendo gli stessi suoi elettori.
Non chiamatele sberle che non è farina del vostro sacco .
Fuori dalle balle.

Angelo C.



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