9 dic 2015

Nero, il nuovo romanzo di Letizia Vicidomini


Nero. Come un buon libro.
Incontriamo Letizia Vicidomini, scrittrice partenopea, in un bar del centro storico di Napoli. Essendo autrice di “Nero. Diario di una ballerina”, ci aspettiamo che la sua scelta sia obbligata, ma ci stupisce immediatamente. 
“Per me un mini cappuccino, dolce e con una spruzzata di cacao … e anche un cornetto, già che ci siamo!”, dice con un sorriso al barista, e poi ci racconta che adora la colazione al bar, quando può permettersela, visto che corre sempre.
Le chiediamo di parlarci del suo romanzo e lei non si fa pregare affatto, si vede che ama la storia che ha raccontato e i personaggi che la popolano,  a partire da Simona De Benedictiis, la protagonista. “E’ una ragazza molto fortunata, figlia di un avvocato di grido e di una raffinata signora della Napoli bene, e la sua vita comincia sotto i migliori auspici, promettendo di offrirle doni sempre più belli. Diventa una ballerina classica molto dotata, bella e caparbia, e addirittura incontra l’uomo perfetto per lei. Massimiliano Alberti, danzatore a sua volta, è bravo e pieno di ambizione. Presto sono entrambi richiesti e ingaggiati da vari teatri: il San Carlo, il teatro dell’Opera di Roma e, per Simona, anche l’Operà Garnier di Parigi.  Quando si sposano è la quadratura del cerchio, la favola che diventa vera. E’ tutto bello, anche troppo.” 
In effetti siamo anche noi curiosi di conoscere la piega che prenderà, necessariamente, questo “noir poetico” (qualche critico l’ha definito tale), e ci disponiamo a fare qualche domanda, ma Letizia non si fa pregare.
“E’ a questo punto della storia che qualcosa cambia, in maniera terribile. I genitori di Simona muoiono entrambi in un incidente d’auto e lei, rimasta sola con il marito, riprende dolorosamente la carriera che, nonostante tutto, sta volando alto. Non fa in tempo a riprendere quota che un’altra sciagura si abbatte sulla sua vita. Durante le prove di “Giulietta e Romeo”, al Teatro di San Carlo, il marito manca una presa e lei sbatte sul palcoscenico, fratturandosi i talloni. Cala il sipario anche sulla sua professione, e Simona comincia ad assaporare il gusto amaro della solitudine.”
Vorremmo saperne di più, ormai Nero ci ha affascinati ma lei non può svelarci molto altro, però può parlarci del diario a cui accenna il sottotitolo del romanzo che, detto per inciso, ha una fantastica copertina di gusto pittorico (opera di Ugo Ciaccio), ed è pubblicato da Homo Scrivens una casa editrice piena di iniziativa, fatta da scrittori. 
“L’abitudine di raccontarsi in un diario Simona ce l’ha da quando era adolescente. Ha addirittura creato un codice segreto che l’aiuta a criptare una parte dei suoi piccoli segreti. Un codice che nessuno conosce, abbastanza complicato da non poter essere facilmente scoperto, che lei comincia ad utilizzare per raccontare quello che le accade dentro. La nuova Simona che cambia con il passare dei giorni della nuova vita, senza più danza e senza più amore. “
E’ un percorso in discesa, le chiediamo?
“Sì, è una pericolosa deriva psicologica e morale, una via crucis che chi legge compie sulle orme di Simona, arrivando a comprenderne le ragioni, a giustificare le azioni che compie. E’ un romanzo che ho scritto con estrema identificazione nei miei personaggi, forse anche per dare una risposta a me stessa. Cosa accade, dentro di noi, quando sul nostro cammino troviamo qualcosa che stravolge tutte le certezze che ci sembrava di possedere? Quanto siamo disposti a cambiare? Ecco, spero che chi legge la mia storia si interroghi e trovi una risposta oppure un monito in queste pagine.”
Cos’altro troveremo, in questo libro? 
“Amicizia, che ritengo la cosa più bella che esista al mondo, più dell’amore stesso. Misericordia, un sentimento che ho attribuito ad uno dei personaggi prima che Papa Francesco ne facesse il manifesto del suo Giubileo, e anche tanto dolore, contrapposto a molta gioia. Ci trovate la vita, com’è giusto che sia.”
Nero è stato finalista al Premio”Garfagnana in giallo”, insieme a Paolo Roversi e Piergiorgio Pulixi, una bella soddisfazione.
“Un onore avere il mio libro tra i sei finalisti, scelti tra oltre 100 romanzi in gara, e un’esperienza veramente elettrizzante. Sono nuova del mondo noir e giallo, i miei lavori precedenti erano diversi, raccontavano di famiglia e sentimenti, ora c’è sangue, c’è morte, c’è il lato oscuro delle anime. Mi sta piacendo entrare in questo contesto fatto di tanti bravissimi scrittori, primo tra tutti il mio maestro Maurizio de Giovanni, e credo che ci rimarrò per un po’. Sono già al lavoro su una nuova storia e spero di finire presto, vi tengo aggiornati!”
Il cappuccino è ormai finito nella tazza, mentre il sorriso e la vitalità travolgente di Letizia Vicidomini aleggiano ancora nel bar, anche dopo che è uscita. 
Sì, decisamente “Nero” è un libro da leggere, per trovarci tutti i colori della vita.







1 commenti:

Anonimo ha detto...

Libro molto bello,che ho avuto il piacere di divorare in pochi giorni..lo consiglio!